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YouGov guida le ricerche di mercato

Posted by:Yoroom onmaggio 9, 2018

Articolo tratto da “L’IRragionevole” l’8 Maggio 2018

La sede italiana di YouGov, una delle principali società di ricerche di mercato globali, ha come General Manager Nicola Ferrajolo. YouGov si presenta come una comunità online, punto di riferimento per utenti desiderosi di condividere opinioni personali, giudizi o esigenze. I dati raccolti attraverso i suoi sondaggi vengono poi utilizzati dalle aziende e dalle istituzioni, al fine di adattare i loro beni e servizi alle necessità della popolazione. Nicola Ferrajolo si occupa dell’apertura dell’ufficio italiano di YouGov e ha deciso di sperimentare il Coworking per avere fin da subito una sensazione di novità che lo accompagnasse in questa avventura. La scelta è ricaduta su YoRoom, spazio con due principali vantaggi: flessibilità e una modularità degli spazi in grado di seguire le aziende nel loro percorso di crescita. Ci spiega che la maggior parte degli uffici YouGov nasce proprio in spazi di Coworking, adatti per tenere alto lo spirito della condivisione e non rischiare di “morire di solitudine” davanti a un pc, in preda all’alienazione.

Quando hai iniziato a interessarti di data analysis e ricerche di mercato?
La mia passione è nata un po’ per caso quando, 11 anni fa, ho iniziato a lavorare per Nielsen, una grande società che si occupa di ricerche di mercato. Avevo fatto un percorso completamente diverso: con una laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari, lo sbocco naturale sarebbe stato quello di lavorare in una banca d’affari. Con il crollo di queste, ho deciso di dedicarmi ad altro, intraprendendo esperienze molto variegate in azienda. Infine sono approdato a Nielsen, un mondo completamente nuovo per me, non avendo mai approfondito studi di marketing. Probabilmente, questa mia visione laterale delle cose, non indottrinata da un percorso di studi precedente di questo tipo, mi ha aiutato a raggiungere buoni risultati. Così mi sono appassionato ai dati e all’analisi. Inizialmente mi occupavo del lancio di nuovi prodotti, un settore che ritengo estremamente interessante. In questo modo è nata la mia passione: una passione preesistente, seppur non codificata e difficile da categorizzare, in quanto non avevo ancora avuto modo di applicarla.

Dal vostro sito emerge che siete una delle società di ricerca più influenti del Regno Unito, che cosa vi contraddistingue dalle altre?
YouGov, nata nel 2000 in Inghilterra, è una delle società più citate dai media. Uno dei principali aspetti che ci contraddistingue riguarda il nostro approccio che è, tra l’altro, ben sintetizzato nel nome YouGov. YouGov deriva da YouGovern: concetto che non ha nulla a che vedere con il governo ma con la convinzione che, quante più persone partecipano alle decisioni in merito a un tema, migliori saranno i risultati. Un secondo aspetto riguarda il nostro panel proprietario, da noi curato e coccolato in modo che sia sempre attivo e interessante. Importante è poi anche la varietà di argomenti che utilizziamo: questo fa si che i nostri panelisti siano sempre stimolati. Vengono, inoltre, tenuti costantemente aggiornati in merito ai successivi utilizzi dei feedback che danno, qualora questi vengano pubblicati su quotidiani o altro. Da notare anche la velocità con cui riusciamo a condurre i nostri sondaggi: uno o due giorni, sulla base della tipologia di domande. In sintesi, ciò che più ci contraddistingue è la nostra rappresentatività, velocità e la grande vivacità intellettuale delle persone di YouGov.

Che tipologia di aziende usufruisce dei vostri servizi?
Non c’è un cliente tipo: si rivolgono a noi aziende molto diverse tra loro, che siano piccole, grandi, start-up o aziende ormai ben consolidate. In generale, tutte quelle che abbiano l’esigenza di fare domande a un campione rappresentativo della popolazione, oppure che abbiano un brand da monitorare. Infatti, non ci occupiamo solo di sondaggi, ma lavoriamo anche sul brand, sulla valutazione e tracking di questo. Questa grande varietà rende sicuramente il nostro lavoro molto interessante.

Come vengono stabiliti i trend da analizzare nei vostri sondaggi?
In primis, sono i nostri clienti a stabilire cosa analizzare e, pertanto, a tenerci aggiornati sui trend. Ciascun cliente infatti è esperto nel proprio settore e, attraverso le domande che sottopone al nostro panel, ci tiene costantemente aggiornati su tantissimi temi, categorie, industries ecc. Inoltre, YouGov collabora con giornalisti, esperti di politica e curiosi di ogni genere per identificare gli argomenti più attuali, a volte addirittura anticipandoli.

Quali misure attuate per incentivare alla partecipazione i panelisti?
Per i panelisti questo non è un lavoro ma un hobby. Nel contesto italiano, ricevono un incentivo in buoni Amazon da 25 o 50 euro, al raggiungimento di una soglia punti accumulati con le risposte ai sondaggi. Questo, a mio avviso, passa però in secondo piano. Infatti, informando la Community circa le pubblicazioni inerenti ai sondaggi a cui ha partecipato, la rendiamo consapevole che la sua voce è realmente importante e in grado di influenzare l’opinione pubblica e le decisioni istituzionali.

Grazie a Nicola per averci aperto questa finestra sul mondo delle ricerche di mercato.

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