giugno 26, 20170

Il Bookcrossing, un fenomeno socio-culturale

Posted by:Yoroom ongiugno 26, 2017

Ron Hornbaker nel 2001 decise di lanciare un’iniziativa il cui concetto ispiratore era quello di diffondere spontaneamente la cultura.

Di cosa stiamo parlando?

Di bookcrossing; consiste ovvero nel lasciare volontariamente libri in un luogo pubblico così che possano essere raccolti e letti da altri. Infatti, un libro contiene al suo interno un valore, motivo per cui non dovrebbe essere lasciato su una libreria ad invecchiare ma, circolare ed essere condiviso così che le idee si diffondano fra le diverse persone.

Il significato del termine bookcrossing deriva dall’incontro della parola book: libro e crossing: scambiare, incrociare, pertanto, vuol dire scambiarsi libri o in alternativa si riferisce all’incontro tra le vite di chi legge quest’ultimi perché, in qualche modo gli utenti entrano in contatto passandosi tra loro i volumi.

Il fondatore della stessa piattaforma bookcrossing, la definisce appunto come la biblioteca del mondo. E’ un social network brillante. E’ la celebrazione della letteratura e un posto dove i libri acquistano una nuova vita. Il bookcrossing è l’atto di donare un’identità univoca ad un libro, poiché il libro viene passato da lettore a lettore ed essendo controllato, può connetterli tra loro.

Il sito rimane un modo divertente e semplice per tracciare e condividere i libri, e allo stesso tempo un modo per unire le persone usando questi come facilitatori di un’immensa conversazione.

Yoroom concentrandosi su un’economia della condivisione, ha deciso di abbracciare l’iniziativa del bookcrossing, offrendo ai clienti dello spazio coworking un angolo dedicato  alla condivisione, raccolta e scambio di libri. L’iniziativa verrà inaugurata durante il 2° appuntamento del lunchsharing della community di Yoroom. Infatti, dal 19 Luglio,  sarà possibile prendere un libro e lasciarne libero un altro, arricchito magari da commenti e note.

La filosofia alla base di questa idea si ispira al “tracking sites”, che permette di seguire il percorso di un oggetto che passa di mano in mano in ogni luogo del mondo. Grazie alla logica del codice identificativo, che viene inserito in un database nel sito rendendo così semplice e facile tracciare il libro.

Come funziona il bookcrossing?

Per prima cosa occorre selezionare il libro che si vuole lasciar libero, registrarlo all’anagrafe dei libri liberi. Ormai dal 2001 sono nati numerosi siti che si occupano di registrare i libri, così che possono essere controllati lungo il loro percorso e tracciati. L’etichettatura del libro è molto importante perché deve riportare esattamente le istruzioni per segnalare il ritrovamento. Dopo averlo registrato ed etichettato si effettua la “release note”; ovvero la comunicazione che fa sapere quando il libro è stato liberato e dove potrà essere raccolto.

Il successo di questo fenomeno deriva sia dalla copertura mediatica che dal passaparola, di conseguenza si autopromuove non appena un individuo entra in contatto con un libro “liberato”. Infatti, una volta letto lo si può abbandonare nella “crossing zone”; il luogo designato per lo scambio dei volumi. Si tratta di locali in cui si mette a disposizione una zona adatta per il deposito e per la raccolta dei libri, in alternativa si possono lasciare “into the wild” ovvero in qualunque luogo; al parco, sul treno, al bar, in mezzo alla natura.

Quest’ultima è la modalità più utilizzata e dipende dalla creatività dell’utente. Attorno a questo fenomeno si sono sviluppati meetup ovvero raduni di bookcrosser, dopo ripetuti scambi di email fra utenti di una medesima zona, in cui decidono di incontrarsi scambiandosi libri, opinioni e pareri. Gli utenti possono essere avvertiti nel momento in cui venga lasciato libero un libro nella loro città, attivando la “release alert”, filtrando i vari luoghi interessanti e comodi dove raccogliere i nuovi volumi.

Cosa accomuna i bookcrossers?

Coloro che abbracciano questa iniziativa spesso, sono spinti dalla passione per la lettura e dalla volontà di condividere le proprie esperienze come lettori con altri utenti. Di norma i libri liberati sono stati comprati appositamente per il bookcrossing, infatti gli stessi giocatori non vogliono separarsi dai propri libri in quanto per loro rappresentano e hanno un valore.

Le ragioni per cui questo fenomeno si è diffuso sono svariate. Alcuni sono affascinati dalla possibilità di liberare libri senza alcuna regolamentazione, altri vedono questo fenomeno come innovativo per raggiungere un numero cospicuo di persone. Ciò che più spinge le persone a diventare bookcrosser è l’aspetto sociale che vi è sotto, ovvero la brama di conoscere nuove persone ed entrare in contatto con un lettore sconosciuto. Le forme di socialità della comunità dei bookcrossers sono sia online che offline, permettendo la nascita di una coesione forte all’interno e la creazione di rapporti stabili fra le persone.

Partecipare a questo fenomeno socio-culturale può essere fonte di gratificazioni; come ad esempio sentirsi parte di un gruppo, di una società, poter condividere valori e hobby e fungere da stimolo per le altre persone.

Come de Croisset afferma, la lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno, pertanto conoscersi e scambiarsi le esperienze vissute grazie ad essa, permette di arricchirsi, di conoscere e sperimentare, vivendo quasi una vita parallela.

 

 

 

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